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lunedì, dicembre 12, 2005

Educazione Ambientale: torna "Compatibilmente", a scuola di sviluppo sostenibile con COBAT e Legambiente

COMPATIBILmente:
UN PROGETTO EDUCATIVO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

"Compatibilmente" con una "pila" di impegni scolastici, vorremmo che i ragazzi ricaricassero le batterie e ci raccontassero cosa pensano di un argomento di fondamentale importanza come la salvaguardia dell'ambiente.

Da questa idea torna il progetto per gli studenti italiani lanciato dal Cobat(Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) in collaborazione con Legambiente: dall'esigenza di ascoltare pareri più freschi su quelle piccole-grandi cose che possono migliorare la vita di tutti i giorni, che si tratti del risparmio di risorse ed energia o del corretto recupero dei rifiuti pericolosi. Insomma, stiamo parlando di quello che oggi si definisce comunemente sviluppo sostenibile.
Il manuale "Compatibilmente" vuole fornire ad insegnanti e studenti strumenti e informazioni per promuovere una coscienza critica di concetti quali risparmio energetico, tutela ambientale.. insomma vengono affrontate tante tematiche e suggeriti percorsi formativi tutti con l'obiettivo di portare nella nostra vita quotidiana un concetto così grande - da sembrare a volte irraggiungibile - che è lo sviluppo sostenibile.

Ci sono tantissime cose che possiamo fare per migliorare la nostra vita, le nostre città, l'ambiente naturale..

Partendo dalla pila di Alessandro Volta ad oggi, nel manuale si può leggere come le batterie sianono uno degli strumenti spesso "nascosti" senza cui tante attività della vita moderna si fermano, basti pensare al walkman, al pc portatile e al telefono cellulare, ma soprattutto ai mezzi di trasporto come automobili, moto, camion, trattori, imbarcazioni, fino ai treni e ai sommergibili.

Viene quindi puntata l'attenzione sull'utilità della "corrente elettrica portatile", sulle politiche di risparmio energetico, sulle diverse fonti di energia, sulla necessità di sostituire i combustibili fossili con altre forme di energia.

Il nostro è uno dei Paesi europei che ha ottenuto i maggiori successi nella raccolta, nel trasporto e nel riciclo delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi, tutti materiali molto inquinanti.

Il sistema Cobat è dunque un esempio lampante di sviluppo sostenibile. La raccolta delle batterie esauste avviene nelle officine, negli ipermercati, nel porto, nelle stazioni ecologiche comunali o delle aziende di igiene urbana o dove si demoliscono le auto.

Infine, vengono suggerite alcune domande su cui riflettere. Quali sono secondo voi le buone pratiche ambientali? Come il comportamento individuale può aiutare a tenere pulito il territorio e a tutelare l'ambiente? Cosa può e cosa non deve mai fare il cittadino? Quali sono le iniziative che la tua scuola, il tuo Comune o la tua Regione possono intraprendere anche grazie al tuo aiuto o al tuo sostegno? Sia Cobat sia Legambiente promuovono molte campagne di sensibilizzazione ambientale, cosa ne pensi?


Ufficio Stampa COBAT

Andrea Pietrarota, Hill & Knowlton Gaia tel. 06441640327 cell. 3355640825
email pietrarotaa@hkgaia.com


Gli insegnanti possono richiedere gratuitamente una copia del manuale "Compatibilmente" inviando un fax al Cobat al n.: 06/42086985. oppure possono scaricare la copia elettronica 8informato .pdf) cliccando qui.

Nuova riduzione del sovrapprezzo COBAT

La raccolta e il corretto processo di riciclo di una media batteria al piombo esausta (come quella di un’automobile) già costa meno di un cappuccino: 80 centesimi. E' un Decreto del Ministero dell'Ambiente, di concerto con quello delle Attività Produttive a determinarne l'importo.

In data 18 ottobre 2005 il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con il Ministro delle Attività Produttive, ha approvato il Decreto Ministeriale concernente la “Variazione del sovrapprezzo unitario delle batterie al piombo previsto dall’articolo 9-quinquies, comma 8, della legge 9 novembre 1998, n. 475”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 255 del 2 novembre 2005.


Tale decreto, che fissa i nuovi parametri per la riscossione del sovrapprezzo del Cobat a partire dal 1° gennaio 2006, sostituisce il precedente Decreto Ministeriale del 16 marzo 2005.

Come illustrato nella relazione tecnica allegata al Decreto stesso sub b), la richiesta di riduzione di sovrapprezzo nasce dalla volontà del Cobat di minimizzare l’importo gravante sull’utente finale ed è motivata da un riscontrato aumento della quotazione del piombo al London Metal Exchange.

La modifica prevede una riduzione del 5% degli importi unitari del sovrapprezzo al lordo dei costi di riscossione.

Il sovrapprezzo è lo strumento economico previsto dal comma 7 dell’articolo 9-quinquies della legge istitutiva del Cobat “al fine di assicurare al consorzio i mezzi finanziari per lo svolgimento dei propri compiti”; compiti indicati al comma 2 dello stesso articolo 9-quinquies:

* assicurare la raccolta delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi e organizzare lo stoccaggio ;
* cedere i prodotti di cui alla lettera a) alle imprese che ne effettuano lo smaltimento tramite il riciclaggio ;
* assicurare l'eliminazione dei prodotti stessi, nel caso non sia possibile o economicamente conveniente il riciclaggio, nel rispetto delle disposizioni contro l'inquinamento ;
* promuovere lo svolgimento di indagini di mercato e azioni di ricerca tecnico-scientifica per il miglioramento tecnologico del ciclo di smaltimento.

Gli importi unitari sono indicati nella tabella del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Ufficio Stampa Hill & Knowlton Gaia
Andrea Pietrarota, Tel. 06.441640327 – Cell 335.5640825 e-mail: pietrarotaa@hkgaia.com

mercoledì, dicembre 07, 2005

FIRMATO L' ACCORDO DI PROGRAMMA TRA IL COBAT E LA PROVINCIA DI RIETIPER IL RECUPERO DELLE BATTERIE AL PIOMBO ESAUSTE





La sigla dell’Accordo
Oggi a Rieti, il Direttore Generale del COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) Paolo Sormani, il VicePresidente della Provincia di Rieti Roberto Giocondi e l’Assessore all’Ambiente e alla Tutela del Territorio della Provincia di Rieti Giacomo Marchioni hanno presentato e siglato l'Accordo di Programma per la raccolta e il riciclo delle batterie al piombo esauste. A moderare l’incontro con le autorità locali, i sindaci dei comuni della provincia, gli operatori del settore e gli organi della stampa è stato il Capo Segreteria della Presidenza della Provincia di Rieti, Fabrizio Miluzzo.

L’Accordo, fa seguito al Protocollo di Intesa siglato tra il COBAT e l’UPI (Unione Province d’Italia) firmato nel gennaio del 2004 che ha stabilito che le due istituzioni, tramite la cooperazione degli osservatori provinciali rifiuti (OPR), collaboreranno per favorire la raccolta ed il successivo riciclo delle batterie esauste, (come quelle delle automobili, per es.) contenute nei rifiuti solidi urbani, recuperate in stato di abbandono sui territori comunali o direttamente conferite dai cittadini presso i centri urbani di raccolta differenziata.

Gli obiettivi dell’Accordo
La Provincia, secondo il Dlgs. 22/97, costituisce l’ambito territoriale ottimale per la gestione dei rifiuti urbani e ad essa competono le funzioni amministrative concernenti la programmazione e l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale ed il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, compresi gli accertamenti delle violazioni del decreto.

Con l’Accordo di Programma, la Provincia di Rieti s’impegna, quindi, a promuovere una corretta informazione e sensibilizzazione dei Comuni ad una corretta gestione del rifiuto pericoloso costituito dalle batterie al piombo esauste. Infatti, è grazie alla stretta collaborazione delle amministrazioni pubbliche locali, tramite apposite convenzioni gratuite stipulate con i Comuni o chi esercita la raccolta dei rifiuti solidi urbani, che il COBAT può assicurare, con la sua rete di raccolta, un puntuale servizio di ritiro, oltre che l’idonea fornitura dei contenitori per le batterie destinati alle isole ecologiche.

La leadership italiana nella raccolta e riciclo delle batterie

Il COBAT, per legge (L. 475/88), deve assicurare la raccolta e il corretto riciclo delle batterie al piombo esauste e monitorare qualsiasi attività di raccolta, commercializzazione e riciclo di batterie esauste e rifiuti piombosi che emergono sul territorio italiano.

Attualmente, il Consorzio vanta in ambito internazionale una leadership, che fa dell'Italia un caso d’eccellenza ambientale nella raccolta e nel riciclo di questo rifiuto pericoloso.

L'alto tasso di raccolta delle batterie sull'immesso al consumo, le quantità assolute di batterie recuperate, l’elevata raccolta pro-capite, il più basso sovrapprezzo sulla vendita di nuove batterie (solo 80 centesimi) sono gli elementi che hanno permesso al Consorzio italiano di raggiungere un primato che gli viene unanimemente riconosciuto.

Dal 1991, (anno di inizio della sua attività), ad oggi il COBAT ha raccolto e riciclato oltre due milioni di tonnellate di batterie esauste, recuperando più di un milione di tonnellate di piombo. Solo l’anno scorso sono state recuperate oltre 191 mila tonnellate di batterie, con le quali si è riusciti a soddisfare il 40% del fabbisogno nazionale di piombo, risparmiando più di 76 milioni di euro sulle importazioni di questo metallo.

La sostituzione fai-da-te e la dispersione delle batterie nell’ambiente
Gli studi condotti dal COBAT hanno appurato che l’attività del “fai-da-te”, ossia la sostituzione in proprio della batteria d’avviamento di auto, camion, moto, barche e trattori è la fondamentale causa della dispersione di questo rifiuto pericoloso.

Proprio con la finalità di contrastare il fenomeno dell’abbandono delle batterie provenienti dalla sostituzione “fai da te” il COBAT propone agli Enti Locali la stipula di una Convenzione, mediante la quale si impegna, attraverso un proprio raccoglitore incaricato, a consegnare gratuitamente, presso le isole ecologiche per la raccolta differenziata, adeguati contenitori dove depositare le batterie esauste abbandonate o consegnate direttamente dai cittadini, e successivamente ad avviare un servizio, anch’esso gratuito, di ritiro.

Attualmente il COBAT ha attivato questo servizio in oltre 3.480 Comuni italiani, corrispondenti ad una popolazione ivi residente pari al 63% della popolazione nazionale.

Con l’accordo firmato oggi, il COBAT e la Provincia di Rieti hanno deciso di collaborare per arrivare a dotare quei Comuni, ancora sprovvisti, di appositi punti di conferimento, e recuperare in questo modo il maggior numero possibile di batterie esauste provenienti dai consumatori “fai da te”.

Paolo Sormani, Direttore Generale del COBAT: "Il nostro impegno è di ottenere gli stessi risultati, consolidati nel mondo professionale, anche nel settore fai-da-te. L’obiettivo che vogliamo perseguire attraverso l’Accordo con la Provincia di Rieti è di moltiplicare sul territorio i punti di raccolta gestiti direttamente dai Comuni o dalle loro aziende di igiene urbana, per agevolare cosi il cittadino nel momento della cessione del rifiuto e renderlo attore dell’educazione ambientale del nostro Paese".

Per informazioni:
Ufficio Stampa COBAT: Hill&Knowlton Gaia

Alessia Calvanese, Andrea Pietrarota, Tel. 06/441640328/7, cell.3355640825, pietrarotaa@hkgaia.com

lunedì, novembre 28, 2005

Accordo di Programma COBAT – Provincia di Rieti per la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste

ACCORDO DI PROGRAMMA COBAT – PROVINCIA DI RIETI
PER LA RACCOLTA ED IL RICICLO DELLE BATTERIE AL PIOMBO ESAUSTE

7 dicembre 2005 ore 10.30
Palazzo della Provincia di Rieti Sala Consigliare
Via Salaria, 3 - 02100 Rieti




La raccolta delle batterie al piombo esauste rappresenta un caso di eccellenza italiana in campo ambientale.
Nel 2004, con oltre 16 milioni di batterie esauste recuperate, il Cobat, Consorzio istituito dal Parlamento Italiano per occuparsi del recupero di batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi, ha raccolto e avviato al riciclo circa 200.000 tonnellate di accumulatori esausti, ed è giunto ad un tasso di raccolta sulle batterie d’avviamento prossimo alla totalità sull’immesso al consumo.

Le batterie al piombo a fine vita utile, vengono così completamente riciclate e le loro componenti, piombo, plastica e acido solforico, rese disponibili per un nuovo impiego.

Per l’Italia questo contributo alla salvaguardia ambientale si traduce anche in un vantaggio per la bilancia dei pagamenti: ogni anno quasi 80 milioni di euro vengono risparmiati sull’importazione di piombo.


In questo settore, il nostro Paese ha quindi conseguito un modello quasi perfetto di sviluppo sostenibile, ma per raggiungere l’obiettivo del 100% della raccolta anche in ambito urbano, il Cobat da anni persegue la strada degli Accordi con le Province, infatti, nel gennaio 2004 ha sottoscritto L’accordo di Programma Nazionale con l’UPI – Unione delle Province d’Italia - per promuovere un’attività di informazione e coordinamento dei Comuni che favorisca la corretta raccolta delle batterie esauste.

Con questa intesa la Provincia di Rieti si distingue come una delle prime Province d’Italia più sensibili e attive.


Programma:
  • Fabio Melilli Presidente della Provincia di Rieti
  • Giancarlo Morandi Presidente Cobat, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste
  • Giacomo Marchioni Assessore all’Ambiente e alla Tutela del Territorio della Provincia di Rieti
  • Moderatore Fabrizio Miluzzo Capo Segreteria Presidenza della Provincia di Rieti

La presentazione si concluderà con un rinfresco.


Pregasi voler confermare la propria partecipazione.

Riferimenti:

Ufficio Stampa Cobat:
Hill & Knowlton Gaia, Andrea Pietrarota – Alessia Calvanese 06.441640327/8 335.5640825
email pietrarotaa@hkgaia.com

Ufficio stampa Provincia di Rieti
Ottorino Pasquetti 0746.286238 335.7025176 ufficio.stampa@provincia.rieti.it

giovedì, novembre 24, 2005

COBAT: Un’intesa per la raccolta di rifiuti agricoli

Un’intesa per la raccolta di rifiuti agricoli


Giovedì prossimo, alle ore 10,30, nella sala giunta della Provincia di Catanzaro, sarà firmato un accordo tra l’ente provincia, l’Ufficio del commissario per l’Emergenza dei Rifiuti in Calabria, la Camera di Commercio di Catanzaro, L’Anci Calabria, il Coou, il COBAT e le Associazioni di Categoria Cia, Coldiretti e Confagricoltura, per una corretta ed efficace gestione dei rifiuti provenienti da attività agricole nella Provincia di Catanzaro.

L’accordo, - spiega una nota della Provincia - formulato sulla base della responsabilità condivisa di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel ciclo di gestione dei rifiuti, si prefigge le seguenti finalità specifiche:
  • la conoscenza organica e completa del reale flusso dei Rifiuti provenienti da Attività Agricole;
  • la riduzione delle quantità di rifiuti prodotti e della loro pericolosità;
  • il riutilizzo, riciclaggio e recupero della massima quantità possibile di rifiuti; la riduzione della quantità dei rifiuti avviati in discarica e il corretto smaltimento della frazione residua non altrimenti valorizzabile;
  • la prevenzione e repressione dell’abbandono dei rifiuti e di altri comportamenti illeciti a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini".

COBAT: IL MARE CI CHIAMA A RACCOLTA!




Comunicato stampa 23 novembre 2005

Siglato il Protocollo d’Intesa tra il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste,
il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e Italia Navigando SpA


IL MARE CI CHIAMA A RACCOLTA!

Prende il via il progetto che doterà la più grande rete nazionale della portualità turistica di apposite “isole ecologiche” per la raccolta delle batterie al piombo esauste e degli oli lubrificanti usati dei natanti.

Oggi, 23 novembre, nella prestigiosa cornice di Palazzo Falconieri a Roma, il presidente del COBAT Giancarlo Morandi, il presidente del COOU Paolo Tomasi, e l’amministratore delegato di Italia Navigando Renato Marconi hanno firmato un fondamentale protocollo d’intesa, alla presenza del Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente Roberto Tortoli.

Con la sottoscrizione di questo accordo, i tre soggetti interessati hanno unito le rispettive forze per dotare gran parte della rete turistico-portuale italiana di punti di conferimento di rifiuti pericolosi, quali sono le batterie al piombo esauste e gli oli lubrificanti usati - derivanti dall'attività diportistica - le cosiddette “isole nel porto”.
Il progetto delle isole nel porto, che ha preso il via nel 1999, in questi anni si è rivelato una soluzione davvero efficace per evitare la dispersione in mare di sostanze altamente inquinanti che potrebbero provocare danni irreversibili all'ecosistema marino. Solo l’anno scorso nei 31 porti dove sono state attivate le isole ecologiche di COBAT e COOU sono stati ritirati 137.000 Kg di batterie esauste e 289.000 kg di oli usati, che avrebbero potuto verosimilmente finire gettati in mare.

Collocando nelle aree portuali le “isole nel porto”, i diportisti, i piccoli pescatori e gli scafisti in genere hanno, così, trovato sul posto gli idonei punti di raccolta dove conferire – senza alcun costo - le vecchie batterie e gli oli usati provenienti da barche, gommoni e motoscafi, senza incorrere nella vietata, quanto incosciente e dannosa, “tentazione” di disfarsi di questi rifiuti pericolosi gettandoli sui fondali dei porti o in mare aperto.

Italia Navigando SpA, società controllata da “Sviluppo Italia” (l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa e l’attrazione di investimenti) è la nuova realtà del turismo nautico italiano: costituita nel 2002 ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dei flussi turistici, nazionali ed internazionali, attraverso la realizzazione di una rete di porti turistici, tutti dotati di infrastrutture e servizi specializzati per la nautica da diporto, che per il 2011 si prevede, dovrebbe arrivare a contare circa 50 porti per 20.000 posti barca complessivi.

Dal canto loro, i due Consorzi Obbligatori, COBAT e COOU, istituiti entrambi con legge dello Stato, operano da oltre vent'anni per assicurare senza fini di lucro la raccolta gratuita e il recupero di rifiuti pericolosi quali le batterie al piombo esauste e gli l'oli lubrificanti usati, con risultati che pongono il nostro Paese ai vertici europei.

Ogni anno i due Consorzi, infatti, raccolgono e riciclano quantità assolute elevatissime di batterie esauste ed oli usati, con percentuali prossime alla totalità dell’immesso al consumo.
I vantaggi sono molteplici: prima di tutto la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, che è lo scopo istitutivo dei due enti, quindi il sensibile contributo per la bilancia dei pagamenti Italiana, attraverso il risparmio di centinaia di milioni di euro sulle importazioni di metallo piombo e petrolio.

Oggi in Italia mancano all’appello piccole percentuali residuali di batterie esauste e di oli usati, ma queste percentuali, tramutate in quantità assolute, corrispondono, purtroppo, ancora a migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi, i quali sfuggendo alle reti di raccolta consortili, possono finire abbandonati sul suolo urbano, in campagna e peggio che mai in mare.

Proprio per evitare la dispersione nel mare di oli e batterie esauste, i due Consorzi da anni sono impegnati nella difesa dell’ecosistema marino, collaborando con la FEE (la Fondazione Mondiale che assegna ogni anno le Bandiere Blu alle migliori spiagge ed approdi turistici) e sviluppando il progetto delle “isole nel porto”.


Con il protocollo d’intesa stipulato con Italia Navigando, i nostri Consorzi compiono un altro fondamentale passo avanti nella difesa dell'ambiente marino, una difesa, che richiede però la collaborazione di tutti, istituzioni e diportisti affinché quello che è un bene comune, il mare, possa continuare ad esserlo anche per le generazioni future. – ha affermato il Presidente del Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, Giancarlo Morandi - Conferire i residui delle nostre attività nautiche, oli e batterie esauste, nelle isole ecologiche di COBAT e COOU ci consente di tutelare l’enorme patrimonio paesaggistico, storico e culturale delle coste italiane costituite da oltre 8.000 km, ma soprattutto ci permetterà di essere cittadini consapevoli ed attenti allo sviluppo sostenibile: piccoli gesti per rigenerare il futuro”.

I quantitativi di oli lubrificanti usati provenienti dalle isole ecologiche sono assai incoraggianti. Ed è un risultato inevitabilmente destinato a crescere con la crescita del numero di porti dove stiamo installando nuove isole. Vorrei ricordare – ha proseguito il Presidente del Consorzio degli Oli Usati Paolo Tomasi - che le implicazioni ambientali di uno improprio comportamento sono devastanti. Basti pensare che il semplice cambio di olio (circa 5 litri) di una piccola imbarcazione, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio, dal momento che, come è noto, l’olio galleggia nell’acqua e finisce, pertanto, per creare una sottile pellicola che non consente più lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’intero ecosistema sottostante”.

La firma dell’accordo di programma con COBAT e COOU, che fa seguito alla firma del Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio per supportare l’attività di salvaguardia dell’ambiente e di tutela dagli inquinamenti, rappresenta per Italia Navigando un grande passo avanti nella politica di sviluppo della portualità turistica che da sempre si accompagna all’attenzione per la tutela dell’ambiente. – ha concluso l’Amministratore Delegato di Italia Navigando Renato Marconi - In quest’ottica, siamo particolarmente soddisfatti dell’accordo siglato dai due Consorzi con il principale porto della rete di Italia Navigando: il Marina di Portisco. Si tratta del primo passo per il concreto avvio del rapporto di collaborazione per la gestione delle “isole nel porto”, punti di conferimento dei rifiuti pericolosi – oli e batterie esauste - derivanti dall’attività diportistica che, se non adeguatamente raccolti, potrebbero provocare danni irreversibili all’ecosistema marino”

I primi porti turistici a costituire la rete di Italia Navigando che saranno dotati delle isole nel porto sono 8: dopo Portisco: anche Brindisi, Capri, Policoro, Procida, Taranto, Teulada, Villa Igiea, Cala dei Normanni si doteranno di queste strutture

COBAT e COOU: i fiori all’occhiello dell’“Italia che ricicla”

Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con 165.056 tonnellate di olio usto avviato alla rigenerazione (77,2%) detiene il primato europeo. L’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio quasi 192.000 tonnellate di batterie esauste (pari a circa 16 milioni di pezzi), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo.

UFFICIO STAMPA
COBAT: Hill & Knowlton Gaia
Andrea Pietrarota 06.441640327, 335.5640825 pietrarotaa@hkgaia.com
Alessia Calvanese 06.441640328, 335.1309390 calvanesea@hkgaia.com
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PORTI TURISTICI: presto dotati di isole ecologiche per la raccolta delle batterie al piombo esauste e gli oli lubrificanti usati

22/11/2005 18:17


ISOLE ECOLOGICHE PER I PORTI TURISTICI


Anche il Sottosegretario all’Ambiente, Roberto Tortoli, parteciperà alla sigla del Protocollo di Intesa
tra
COBAT, COOU e Italia Navigando

Roma, 22 novembre: Al via il progetto di installazione di isole ecologiche per la raccolta di rifiuti pericolosi - batterie al piombo esauste e oli lubrificanti usati - nei porti turistici gestiti da Italia Navigando Spa, la società costituita da Sviluppo Italia per promuovere lo sviluppo dei flussi turistici - nazionali e internazionali - attraverso la realizzazione di una rete di porti dotati di infrastrutture e servizi specializzati per la nautica da diporto (entro il 2011 si prevede una rete di circa 50 approdi turistici, con 20.000 posti barca, lungo le coste italiane).

Domani, alle ore 11.30 a Palazzo Falconieri Roma, verrà infatti siglato un importante Protocollo di intesta tra il il COBAT (iConsorzio Obbligatorio Batterie Esauste), il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), e Italia Navigando Spa. Parteciperà all’incontro anche il Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Ambiente Roberto Tortoli.

Con la sottoscrizione dell’Accordo, il COBAT e il COOU si impegnano a ritirare gratuitamente le batterie esauste e gli oli lubrificanti usati che i diportisti, i piccoli pescatori e gli scafisti in genere, conferiranno nelle isole ecologiche appositamente installate nei porti turistici che aderiranno al progetto di Italia Navigando SPA.

La sigla di questo Protocollo consentirà alle Marine della rete, di aderire al Progetto “Isole nel Porto”, avviato già dal 1999 nei porti commerciali italiani e che oggi conta 59 isole ecologiche.

Solo nel 2004, le isole ecologiche di COBAT e COOU hanno permesso una raccolta di circa 137.000 Kg di batterie esauste e 289.000 kg di oli usati. Si ricorda che 4 kg di olio lubrificante usato inquinano uno specchio d’acqua della superficie pari a un campo di calcio e che le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche aggressive come il piombo e l’acido solforico.

Il primo porto della Rete di Italia Navigando ad aderire all’iniziativa dell’Isola ecologica sarà la Marina di Portisco (SS). Seguiranno i porticcioli turistici di Brindisi, Capri, Policoro, Procida, Taranto, Teulada, Villa Igea, Cala dei Normanni.


UFFICIO STAMPA
COBAT - Andrea Pietrarota e Alessia Calvanese 06.441640327/8 3355640825
pietrarotaa@hkgaia.com

mercoledì, novembre 16, 2005

Protocollo di Intesa tra COBAT, COOU e Italia Navigando





Protocollo di Intesa tra COBAT, COOU e Italia Navigando per la raccolta delle batterie al piombo esauste e degli oli lubrificanti usati
nei porti turistici.

L’evento si terrà il 23 novembre p.v. alle ore 11.30 presso Palazzo Falconieri, Ambasciata D’Ungheria Via Giulia, 1 – ROMA

La presentazione si concluderà con un rinfresco.


Programma 23 novembre 2005

Ore 11.30 inizio dei lavori

Giancarlo Morandi
Presidente Cobat,
Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi

Paolo Tomasi
Presidente Coou,
Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati

Renato Marconi
Amministratore Delegato Italia Navigando

Claudio Gorelli
Presidente Marina di Portisco


Moderatore
Andrea Lazzari
Commissione Tecnico Scientifica/NU.VAL
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio


Conclusioni
Roberto Tortoli
Sottosegretario di Stato Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio


R.S.V.P.


Ufficio Stampa e Relazioni Esterne COBAT

Andrea Pietrarota
p: +39 06441640327
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martedì, ottobre 18, 2005

I segreti delle batterie al piombo a Ecomondo


I segreti delle batterie al piombo a Ecomondo

Divertirsi imparando i segreti delle batterie al piombo. E le regole per servirsene senza inquinare. Una possibilità offerta ai ragazzi delle scuole di ogni livello - dai bambini delle elementari agli studenti universitari - dal Cobat (Consorzio obbligatorio batterie esauste), che a Ecomondo destinerà uno stand (il n° 195, Padiglione B1) a un ciclo di lezioni, dal tono volutamente spiritoso e leggero, sull'energia elettrica, la salvaguardia dell'ambiente e il riciclo delle batterie di tutti i mezzi di trasporto.

Saranno alternate nozioni pratiche e utili a curiosità come, ad esempio, il fatto che da sette batterie vecchie se ne possono fare cinque nuove o che dalle batterie non si butta via niente essendo recuperabili i suoi componenti, come plastica e piombo, e che quest'ultimo si può riciclare praticamente all'infinito. E, per l'occasione, a fare da cicerone all'interno dello stand ci sarà Simone l'elettrone, il personaggio inventato dagli esperti del Cobat, che li aiuterà a mostrare il funzionamento di una batteria al piombo, come è fatta al suo interno e come si ricicla quando diventa "esausta".

I ragazzi verranno così condotti attraverso le cifre della raccolta di questo importante strumento, fondamentale per il funzionamento per gran parte degli elementi che costituiscono il nostro paesaggio quotidiano, come le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i veicoli a trazione elettrica della maggior parte delle aziende, i locomotori, i gruppi di continuità che assicurano l'elettricità negli ospedali o nei comuni anti-furto casalinghi.

Per non parlare delle automobili, i motorini, le barche, i camion. E scopriranno che l'Italia è leader in questo settore con un tasso di recupero pari al 96 per cento e una batteria recuperata ogni due secondi. Infine, come promemoria al termine di ogni lezione, riceveranno gadget e materiali didattici per approfondire questo argomento tra i banchi insieme ai loro insegnanti.


Ufficio stampa:
HILL & KNOWLTON GAIA Public Relations
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p.e-mail: andrea.pietrarota@tin.it

Sito ufficiale del COBAT: www.cobat.it
Blog per scrivere sul tema del recupero delle batterie esauste: http://batterie-esauste.blogspot.com/

giovedì, ottobre 13, 2005

INSIEME PER DIFENDERE IL MARE

In dirittura di arrivo importante accordo di programma per la tutela delle acque marine

COBAT, COOU e Italia Navigando
INSIEME PER DIFENDERE IL MARE

È in dirittura d’arrivo l’accordo di programma tra Italia Navigando (società istituita, partecipata e controllata da Sviluppo Italia spa), il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste e il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati.

Italia Navigando ha come scopo sociale la gestione dei porti turistici privati in tutto il Paese, con l’obiettivo di garantire in ogni approdo l’assoluto rispetto ambientale utilizzando le migliori tecnologie possibili.

Dal canto loro, i due Consorzi Obbligatori, istituiti per legge, operano da oltre vent’anni per la raccolta e il riutilizzo di rifiuti pericolosi quali l’olio lubrificante usato e le batterie al piombo esauste, con risultati che pongono il nostro Paese ai vertici europei in questi settori.

Con questo accordo, i tre soggetti interessati si impegnano alla gestione di punti di conferimento dei rifiuti pericolosi derivanti dall’attività diportistica, le cosiddette “isole nel porto” al fine di garantire che non vi sia dispersione in mare e nell’ambito portuale di sostanze altamente inquinanti che potrebbero provocare danni irreversibili all’ecosistema marino.

È quindi un’importante passo avanti nella difesa dell’ambiente che richiede però la collaborazione di tutti, istituzioni e diportisti, affinché quello che è un bene comune, il mare, possa continuare ad esserlo anche per le generazioni future.

Conferire i residui delle nostre attività nautiche, oli e batterie esauste, in centri idonei ci permetterà di essere cittadini consapevoli ed attenti: piccoli gesti per rigenerare il futuro.

Ufficio Stampa:
COBAT: Hill & Knowlton Gaia - Andrea Pietrarota, tel. 06.441640327, 335.5640825 email pietrarotaa@hkgaia.com
COOU: eprcomunicazione: Anna Re, tel. 06.68162336, 329.1017730 email re@eprcomunicazione.it
Italia Navigando: tel. 06.42160036 fax 06.42160081 email info@italianavigando.it

mercoledì, ottobre 05, 2005

CON IL COBAT IL PIOMBO RICICLATO NON PESA SULL’AMBIENTE!



Il COBAT a ECOMONDO 2005

CON SIMONE L’ELETTRONE
IL PIOMBO RICICLATO NON PESA SULL’AMBIENTE!


Divertenti lezioni su energia elettrica, sviluppo sostenibile
e il processo di riciclo delle batterie al piombo esauste

Tutti i giorni, presso lo stand del COBAT (n° 195 del Padiglione B1) alla Fiera di Rimini

Distribuzione di materiali didattici e gadget a insegnanti e studenti.

In occasione della 9ª Fiera Internazione del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, Ecomondo 2005, che si terrà a Rimini da mercoledì 26 a sabato 29 ottobre, le scolaresche di ogni livello sono invitate alle “conferenze” sull’energia elettrica, la salvaguardia dell’ambiente, il riciclo delle batterie di tutti i mezzi di trasporto presso lo stand (n° 195, Pad. B1) del COBAT.

Il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste è un ente senza fini di lucro istituito per legge. Il suo compito è la raccolta gratuita ed il riciclo delle batterie al piombo esauste, un prodotto noto a tutti, in quanto sono montate sulle nostre automobili, sui motorini e sulle barche, ma sono anche presenti in ogni attività dell’economia moderna.

Senza le batterie al piombo non funzionerebbero le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i trasporti effettuati con i veicoli a trazione elettrica nella maggior parte delle aziende, i carrelli trasportatori ed elevatori ed i locomotori, nonché i gruppi di continuità che assicurano l’energia elettrica negli ospedali o nei comuni anti-furto casalinghi.

Dai bimbi dell’asilo sino ai ragazzi delle superiori e agli studenti universitari, tutti potranno assistere alle divertenti lezioni, tenute direttamente dagli esperti del COBAT, e vedere dal vivo come è fatta una batteria al suo interno, imparare come funziona, e come viene riciclata quando diventa “esausta”.

Con l’aiuto di Simone l’elettrone, il simpatico personaggio inventato dal COBAT, le classi potranno così capire qual è l’importanza per l’ambiente e l’economia nazionale della raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste, scoprendo che l’Italia è leader al mondo in questa attività ecologica e ogni anno vengono:

raccolte ca. 200 mila tonnellate di batterie, con un tasso di recupero superiore al 96%;
recuperate ca. 100 mila tonnellate di metallo piombo (riciclabile all’infinito);
recuperate 10 mila tonnellate di plastiche nobili (polipropilene);
neutralizzati 30 milioni di pericoloso acido solforico;
risparmiati ca. 80 milioni di euro sulle importazioni di nuovo piombo.

...E ancora:
nel nostro Paese ogni due secondi viene raccolta una batteria esausta;
con sette vecchie batterie se ne possono rifare cinque nuove.

Al termine di ogni lezione gli allievi che visiteranno lo stand del Consorzio riceveranno gadget e materiali informativi.

Per informazioni e prenotazioni:
HILL&KNOWLTON GAIA Public Relations • Social and Environmental Communication
dott. Andrea Pietrarota
Tel. 06-4404627
Fax 06-4404604
Cell.: 335-5640825
E-mail: pietrarotaa@hkgaia.com

giovedì, settembre 29, 2005

Quesito

Il 8-09-2005 15:45, "mauro.zannarini" ha scritto:


----- Original Message -----
From: mauro.zannarini
To: pietrarotaa@hkgaia.com
Sent: Wednesday, August 17, 2005 11:32 AM
Subject: Quesito

Egr.Pietrarota, in considerazione del notevole valore del Piombo, non ritiene sarebbe lecito riconoscerne una parte ai cittadini, che consegnano gli accumulatori esausti alle ditte di riciclaggio.
O, all'ombra dei costi di smaltimento, si perpetua il sistema di misconoscere la buona volontà del cittadino ecologista.
Distinti saluti Zannarini Mauro


A: "mauro.zannarini"
DATA: Giovedì, 8 settembre 2005 18:42
OGGETTO: R:Quesito


Gentile Sig. Mauro Zannarini,

La ringrazio per la Sua e-mail che dimostra la Sua sensibilità verso la tutela dell’ambiente.

Di ambiente, purtroppo, se ne parla troppo spesso solo in termini negativi, come in occasione di calamità naturali (la tragedia di New Orleans ha riportato tristemente l’attenzione della politica alle tematiche della salvaguardia ambientale), scandali, eco-mafie, raccolte differenziate che non raggiungono gli obiettivi stabiliti, ecc.

Da cittadino che si preoccupa di che fine fa la batteria esausta della Sua macchina, dopo la sua sostituzione, Lei mi pone una domanda cui per dare una risposta esaustiva non bastano poche righe.

Per questo di seguito riporto una spiegazione di come funziona lo smaltimento delle batterie al piombo esauste in Italia.

Ma in sintesi, anticipo, il perché di un costo (minimo, come potrà leggere) pagato da tutti noi consumatori al momento dell’acquisto di una nuova batteria: è vero le batterie, al termine del loro ciclo di vita, hanno ancora un valore economico, che è dato dal loro contenuto di piombo. Ma questo valore fissato dalla Londol Metal Exchange, per le leggi dell’economia, è soggetto ad oscillazioni.

Prima dell’istituzione del COBAT, in Italia la raccolta delle batterie esauste si faceva seguendo solo logiche di mercato:
quando il valore del piombo scendeva molto, non era conveniente raccogliere e riciclare le batterie esauste. Costava di meno comprare nuovo piombo.

Ma che fine facevano questi rifiuti pericolosi?
Inoltre, in una logica strettamente legata al profitto, le imprese erano interessate al recupero solo della parte più “nobile” delle batterie esauste: il piombo metallico, molto meno le plastiche e per niente l’acido solforico (con ossidi e solfati di piombo disciolti).

Oggi, con l’attività del COBAT, le batterie devono essere sempre e comunque raccolte e riciclate nel rispetto dell’ambiente. Con questo non posso affermare che tutte le batterie vengono recuperate. Purtroppo esiste ancora una piccola percentuale di batterie che ancora sfugge alla raccolta.

..E così è tuttora possibile vedere batterie abbandonate per strada, in campagna o peggio in mare.

Ma da anni il COBAT è impegnato per ridurre sempre più la dispersione delle batterie nell’ambiente. Sul sito www.cobat.it troverà illustrate le tante iniziative messe in atto.

Resto a Sua disposizione, anche telefonicamente, per eventuali Sue obiezioni o perplessità o desiderio di uno scambio di opinioni.

Distinti Saluti.


Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
Via Nomentana 257 00161 Roma
p: +39 06441640327
m: +39 3355640825
f: +39 064404604-0644265063
pietrarotaa@hkgaia.com



1. Il COBAT
Il COBAT, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, è nato da una felice intuizione del Parlamento italiano nel 1988 ed è operativo dal 1992. Il suo compito è la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste, un prodotto noto a tutti, in quanto sono montate sulle nostre automobili, sui motorini e sulle barche, ma sono anche presenti in ogni attività dell’economia moderna.

Senza gli accumulatori al piombo non funzionerebbero le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i trasporti effettuati con i veicoli a trazione elettrica nella maggior parte delle aziende, i carrelli trasportatori ed elevatori ed i locomotori, nonché i gruppi di continuità che assicurano l’energia elettrica negli ospedali o nei comuni anti-furto casalinghi.
Le batterie al piombo trovano dunque un ampio utilizzo che copre tutte le attività di tipo economico, sia quelle rivolte ai consumatori (come la motorizzazione), sia quelle degli investimenti statali e privati e rappresentano un volume decisamente importante dal punto di vista della produzione, così come da quello della vendita e della successiva sostituzione.

Basti pensare che, in Italia, ogni anno vengono vendute circa 16 milioni di batterie, di cui quasi 10 milioni legate al mondo delle autovetture. Nel suo insieme, il settore della produzione delle batterie sviluppa un fatturato di circa 700 milioni di euro e dà lavoro ad oltre 3.000 persone.
procinto di ottenere la certificazione ambientale ISO 14000.


La batterie al piombo, una volta esauste, diventano, però, un rifiuto classificato per legge come “pericoloso”, poiché all’interno del loro involucro di plastica (in genere polipropilene) ci sono dei composti di piombo, ossidi, solfati, piombo metallico e acido solforico, tutte sostanze potenzialmente dannose non solo per la salute dell’uomo ma anche per qualsiasi tipo di vita animale e vegetale. In particolare i composti di piombo sono estremamente nocivi e velenosi: non vengono assorbiti dalla flora e se introdotti nella catena alimentare si accumulano nel fegato provocando gravi danni.
Pertanto la questione ambientale riferita allo smaltimento di questo immenso parco di batterie è rilevante.

Il COBAT è un ente senza fini di lucro, al quale partecipano tutti gli operatori del settore batterie al piombo, dai produttori ed importatori alle associazioni degli artigiani che ne effettuano l’installazione, dai raccoglitori ai riciclatori.

Il Consorzio si preoccupa di assicurare la raccolta di queste batterie su tutto il territorio nazionale e il loro il trasporto agli impianti di riciclo che garantiscono il recupero del piombo metallico e l'inertizzazione o l’eventuale recupero dell'acido solforico. In questo modo, si evita la dispersione nell'ambiente di elementi quanto mai pericolosi per l'equilibrio dell'ecosistema nella sua accezione più vasta e si recuperano importanti risorse per l’industria italiana.

Oggi, grazie al sistema consortile del COBAT, le batterie esauste arrivano agli impianti di recupero con tutto l’elettrolita (acido solforico diluito) che viene sottoposto a processi di neutralizzazione; ciò consente di ridurre sensibilmente l’inquinamento connesso alla dispersione di un rifiuto molto aggressivo che normalmente contiene disciolti metalli tossici.

2. Come si finanzia il Consorzio

Il finanziamento delle attività consortili avviene attraverso:

a) i proventi del sovrapprezzo di vendita applicato sulle batterie nuove immesse in commercio, determinato con Decreto del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Attività Produttive e versato al Cobat dai produttori e importatori di batterie;
b) i proventi della cessione delle batterie esauste alle imprese di riciclaggio.

Il sovrapprezzo rappresenta lo “strumento economico” indicato dalla Direttiva C.E.E. 157/91 relativa alla raccolta e riciclaggio degli accumulatori esausti, che ha consentito di trasformare un’attività di business in un’attività di servizio. Esso garantisce che la raccolta ed il recupero siano svolte anche per quantità residuali e in qualsiasi condizione di mercato. La sua applicazione, infatti, consente di sganciare l’attività di raccolta delle batterie dalla quotazione del prezzo del piombo sul mercato internazionale.

3. La raccolta delle batterie esauste in Italia

Il Cobat garantisce la raccolta delle batterie esauste sull’intero territorio nazionale, anche per quantità residuali o nei periodi di depressione del valore del piombo (quando un’attività commerciale nel settore non risulta conveniente), con soggetti incaricati. La rete attualmente operante prevede 90 raccoglitori incaricati, che sono dotati di mezzi e strutture dimensionate alle esigenze delle diverse realtà territoriali.

La legge comunitaria del 2001, approvata il 20 febbraio 2002, recependo le determinazioni del Consorzio, all’articolo 15 ha modificato la legge istitutiva del Cobat, stabilendo che tutte le imprese autorizzate in base alla normativa vigente possono esercitare le attività di raccolta delle batterie esauste e rifiuti piombosi e cedere tali rifiuti ad imprese di ogni Stato Membro della Comunità Europea.


“Chiunque detiene batterie al piombo esauste o rifiuti piombosi è obbligato al loro conferimento al Consorzio, direttamente o mediante consegna a soggetti incaricati del Consorzio o autorizzati, in base alla normativa vigente, a esercitare le attività di gestione di tali rifiuti. L’obbligo di conferimento non esclude la facoltà per il detentore di cedere le batterie esauste ed i rifiuti piombosi ad imprese di altro Stato Membro della Comunità europea” (art.9 quinquies, c.6, così come modificato dalla legge 1 marzo 2002 n.39).

Dall’entrata in vigore della legge, i soggetti non incaricati dal Consorzio che effettuano attività di raccolta di batterie esauste o di rifiuti piombosi, dovranno, in ogni caso, trasmettere una copia del MUD al Cobat, contenente tutte le informazioni relative alle batterie raccolte ed avviate al recupero.

La L. 39/02, dunque, riconoscendo appieno le finalità di salvaguardia ambientale che hanno ispirato l’istituzione del Cobat, affida al Consorzio, oltre al compito istituzionale di assicurare comunque la raccolta in ogni situazione di mercato, il compito di monitorare tutte le attività di raccolta, commercializzazione e riciclaggio di batterie esauste e rifiuti piombosi che emergono sul territorio italiano, con il fine di garantire che tutto il ciclo della batteria al piombo acido avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.

4. I dati sull’attività del Consorzio

Attualmente, il Cobat opera con un tasso di recupero sulle batterie esauste prossimo alla totalità rispetto all’immesso al consumo e, dopo 14 anni di piena attività ha recuperato oltre 2 milioni di tonnellate di batterie al piombo esauste.

Tale quantità è pari a 181 milioni di pezzi, che, se messi in fila uno dietro l’altro, coprirebbero la distanza di 40 mila Km, ossia il giro del mondo passando per l’equatore!

Il sistema informativo, denominato WINDecobat, ha favorito un migliore governo della rete di raccolta indirizzando in tempi più solleciti le attività del Cobat verso aree territoriali e settori merceologici di maggiore criticità operativa. Ne sono derivati sensibili incrementi nella micro-raccolta, e iniziative consortili mirate in ambito nautico, agricolo, urbano e della grande distribuzione organizzata.


5. Vantaggi ambientali ed economici derivanti dal sistema Cobat

Oggi, grazie al modello Cobat, le batterie esauste arrivano agli impianti di recupero con tutto l’elettrolita (acido solforico diluito) che viene sottoposto a processi di neutralizzazione; ciò consente di ridurre sensibilmente l’inquinamento connesso alla dispersione di un rifiuto molto aggressivo che normalmente contiene disciolti metalli tossici. Si calcola che, dall’inizio della sua attività, il Cobat ha sottratto allo sversamento nell’ambiente circa 360 milioni di litri di acido solforico diluito.

Inoltre, il metallo piombo recuperato dal riciclaggio delle batterie (dal 1991 oltre 2 milioni di tonnellate) rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale di tale metallo.

Poiché l’Italia è un Paese importatore di piombo, la riduzione dei volumi da importare contribuisce notevolmente alla bilancia dei pagamenti nazionale.

Il piombo “secondario” è identico a quello estratto dal minerale, è riutilizzabile all’infinito ed ha anche la caratteristica di comportare per la sua lavorazione un risparmio energetico pari al 66% rispetto al piombo “primario”.

6. Il primato internazionale del Cobat: più raccolta, meno oneri

Oggi, grazie al Cobat, l’Italia è leader mondiale nel recupero di rifiuti pericolosi come le batterie al piombo esauste. Il Consorzio Italiano, infatti, vanta i seguenti primati:

· un alto tasso di raccolta sulle batterie d’avviamento, superiore al 96% sull’immesso al consumo (risultato pressoché pari solo a 3 Paesi, di grandi tradizioni ecologiche, come Danimarca, Norvegia, e Svezia);
· ingenti quantità assolute di batterie recuperate: nel 2004 sono state recuperate più di 191.000 tonnellate di batterie esauste;
· elevata raccolta procapite: superiore ai 3,3 kg/abitante nel 2004.

Con il Cobat, l’Italia primeggia a livello internazionale non solo per quanto riguarda la raccolta del rifiuto batteria ma anche per i bassi costi applicati per effettuarne il recupero. In Italia, infatti, vige:

· il più basso sovrapprezzo sulla vendita delle batterie nuove: solo 83 centesimi di euro per una batteria d’avviamento per automobile (ossia con capacità (C) da 20 - 70 Ah).

Viceversa, Paesi quali la Francia e Germania non hanno ancora emanato una legge specifica in osservanza alla Direttiva C.E.E. 157/91 ed adottano un sistema composto da grandi operatori con connotazioni fortemente commerciali, a detrimento degli obiettivi di raccolta.

Solo nel 1998 in Germania è stata emanata una ordinanza che istituisce una cauzione per tutte le batterie comprate senza la restituzione di quelle esauste. Gli unici esempi concreti provengono dalla Svezia, Danimarca, Austria, oltre all’Italia naturalmente, e dalla Norvegia, Paesi che adottano sistemi consortili simili al Cobat.

7. Conclusioni

Con la ridefinizione dell’intero sistema dei rifiuti in Italia operata dal Decreto Ronchi, il Cobat può a pieno titolo essere considerato come un precursore della gestione integrata di rifiuti pericolosi, nonché la vera soluzione al problema del recupero delle batterie al piombo esauste, considerando le alte percentuali di recupero ed i bassi costi a carico della collettività per la salvaguardia dell’ambiente naturale.

I risultati sinora conseguiti sono stati estremamente positivi per il Consorzio, che ha saputo cambiare nel tempo per adattarsi alle realtà di mercato. Il merito del Cobat è un successo dell’opera del governo Italiano, ma soprattutto degli imprenditori grandi e piccoli che spesso hanno saputo rinunciare agli egoismi d’impresa per l’interesse economico e ambientale del Paese.

sabato, settembre 24, 2005

MOSTRA COBAT SULLA MOBILITA' SOSTENIBILE A ROMA, NELLA DOMENICA SENZ'AUTO

Domenica 25 settembre “giornata senz'auto” a Roma

Mostra della mobilità sostenibile a via dei Fori Imperiali

Dal COBAT i dati di raccolta delle batterie al piombo esauste nazionali e regionali


La domenica ecologica di Roma
Domenica 25 p.v. si terrà a Roma la prima delle due domeniche ecologiche (la 2ª sarà il prossimo 5 novembre), indette dall'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma, dedicate al tema della mobilità sostenibile. Numerose le manifestazioni per una giornata di informazione sulle pratiche concrete che, come singoli e come comunità di cittadini, è possibile adottare per rendere più vivibile la città e migliorare la qualità della vita di tutti. La giornata vuol essere un momento di festa nel quale riflettere insieme sul modello di vita adottato da chi vive in una città di grandi dimensioni: lunghi spostamenti, traffico, inquinamento, quartieri dormitorio, vita frenetica, frammentazione sociale.

La mostra della mobilità sostenibile
Tra le varie iniziative, di particolare rilievo sarà la Mostra della Mobilità Sostenibile organizzata dall'Associazione Cosmoroma e patrocinata dal COBAT, il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste. Nel corso della manifestazione i cittadini potranno non solo ammirare ma anche testare i diversi veicoli a basso impatto ambientale. Saranno inoltre distribuiti materiali didattici e informativi sulla sostenibilità ambientale e tanti gadget per tutti i visitatori.

I veicoli a basso impatto ambientale
La Mostra, allestita in Via dei Fori Imperiali, comprenderà biciclette a pedalata assistita, golf-car, veicoli utility, quadricicli leggeri, l'innovativo segway (il monopattino con solo due ruote parallele!), e altri mezzi dotati di trazione elettrica: tutti mezzi ad emissioni zero. Per lo più prodotti di alta tecnologia italiana, assolutamente non inquinanti, silenziosi, e dai bassissimi costi di consumo, i veicoli elettrici hanno nelle batterie il loro “cuore pulsante”.

Il recupero delle batterie esauste in Italia
Ma le batterie una volta esaurito il proprio ciclo di vita diventano rifiuti pericolosi per via del loro contenuto di piombo e acido solforico. Proprio per evitarne la dispersione nel territorio e garantire un corretto riciclo che salvaguardi l'ambiente e al contempo consenta il recupero di materie prime, è stato istituito per legge il COBAT. Il Consorzio opera senza fini di lucro in tutta l'Italia. Dal 1992 ad oggi, grazie al COBAT, sono state raccolte circa 200 milioni di batterie, neutralizzando circa 500 milioni di litri di acido e recuperando più di un milione e mezzo di tonnellate di metallo piombo: un bel contributo per l'ambiente ma anche per l'economia nazionale.
Solo nel 2004 il Consorzio ha recuperato circa 200 mila tonnellate di batterie esauste, facendo risparmiare al nostro Paese più di 75 milioni di euro sulle importazioni di piombo.

La raccolta nel Lazio: ottimi risultati
Nella Regione Lazio l'anno scorso la raccolta complessiva è stata di 15.721 tonnellate e quest'anno si sta registrando un ulteriore incremento di oltre il 7%, anche grazie alle sempre più numerose convenzioni con i Comuni che consentono di recuperare le batterie non sostituite presso le auto-officine. Chi cambia da sé la batteria della propria auto può, infatti, senza alcun costo portarla nelle stazioni ecologiche comunali o delle aziende di igiene urbana. Solo a Roma, per esempio, il COBAT ha collocato gli appositi contenitori per gli accumulatori esausti nei 35 eco-centri dell'AMA, dove l'anno scorso sono stati raccolti ben 114mila kg di questi rifiuti pericolosi. E per venire incontro agli automobilisti “fai-da-te” il Consorzio ha installato i contenitori per le vecchie batterie anche in 11 ipermercati della regione, dove si vendono nuove batterie (ad insegna Carrefour, Bricocenter, Auchan e Coop). Le batterie, infine, sono utilizzate anche per barche e gommoni. Per evitare che quelle esaurite finiscano in mare già 3 porti laziali sono stati dotati di apposite isole ecologiche, per la precisione: Sperlonga, Terracina e Gaeta, dove nel 2004 sono stati rispettivamente raccolti 940, 400 e 715 kg di batterie esauste.


Ufficio Stampa COBAT:
--
Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
Via Nomentana 257 00161 Roma
p: +39 06441640327
m: +39 3355640825
f: +39 064404604-0644265063
pietrarotaa@hkgaia.com

sabato, settembre 17, 2005

Quesito

Il 8-09-2005 15:45, "mauro.zannarini" ha scritto:


----- Original Message -----
From: mauro.zannarini
To: pietrarotaa@hkgaia.com
Sent: Wednesday, August 17, 2005 11:32 AM
Subject: Quesito

Egr.Pietrarota, in considerazione del notevole valore del Piombo, non ritiene sarebbe lecito riconoscerne una parte ai cittadini, che consegnano gli accumulatori esausti alle ditte di riciclaggio.
O, all'ombra dei costi di smaltimento, si perpetua il sistema di misconoscere la buona volontà del cittadino ecologista.
Distinti saluti Zannarini Mauro


A: "mauro.zannarini"
DATA: Giovedì, 8 settembre 2005 18:42
OGGETTO: R:Quesito


Gentile Sig. Mauro Zannarini,

La ringrazio per la Sua e-mail che dimostra la Sua sensibilità verso la tutela dell’ambiente.

Di ambiente, purtroppo, se ne parla troppo spesso solo in termini negativi, come in occasione di calamità naturali (la tragedia di New Orleans ha riportato tristemente l’attenzione della politica alle tematiche della salvaguardia ambientale), scandali, eco-mafie, raccolte differenziate che non raggiungono gli obiettivi stabiliti, ecc.

Da cittadino che si preoccupa di che fine fa la batteria esausta della Sua macchina, dopo la sua sostituzione, Lei mi pone una domanda cui per dare una risposta esaustiva non bastano poche righe.

Per questo di seguito riporto una spiegazione di come funziona lo smaltimento delle batterie al piombo esauste in Italia.

Ma in sintesi, anticipo, il perché di un costo (minimo, come potrà leggere) pagato da tutti noi consumatori al momento dell’acquisto di una nuova batteria: è vero le batterie, al termine del loro ciclo di vita, hanno ancora un valore economico, che è dato dal loro contenuto di piombo. Ma questo valore fissato dalla Londol Metal Exchange, per le leggi dell’economia, è soggetto ad oscillazioni.

Prima dell’istituzione del COBAT, in Italia la raccolta delle batterie esauste si faceva seguendo solo logiche di mercato:
quando il valore del piombo scendeva molto, non era conveniente raccogliere e riciclare le batterie esauste. Costava di meno comprare nuovo piombo.

Ma che fine facevano questi rifiuti pericolosi?
Inoltre, in una logica strettamente legata al profitto, le imprese erano interessate al recupero solo della parte più “nobile” delle batterie esauste: il piombo metallico, molto meno le plastiche e per niente l’acido solforico (con ossidi e solfati di piombo disciolti).

Oggi, con l’attività del COBAT, le batterie devono essere sempre e comunque raccolte e riciclate nel rispetto dell’ambiente. Con questo non posso affermare che tutte le batterie vengono recuperate. Purtroppo esiste ancora una piccola percentuale di batterie che ancora sfugge alla raccolta.

..E così è tuttora possibile vedere batterie abbandonate per strada, in campagna o peggio in mare.

Ma da anni il COBAT è impegnato per ridurre sempre più la dispersione delle batterie nell’ambiente. Sul sito www.cobat.it troverà illustrate le tante iniziative messe in atto.

Resto a Sua disposizione, anche telefonicamente, per eventuali Sue obiezioni o perplessità o desiderio di uno scambio di opinioni.

Distinti Saluti.


Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
Via Nomentana 257 00161 Roma
p: +39 06441640327
m: +39 3355640825
f: +39 064404604-0644265063
pietrarotaa@hkgaia.com



1. Il COBAT
Il COBAT, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, è nato da una felice intuizione del Parlamento italiano nel 1988 ed è operativo dal 1992. Il suo compito è la raccolta ed il riciclo delle batterie al piombo esauste, un prodotto noto a tutti, in quanto sono montate sulle nostre automobili, sui motorini e sulle barche, ma sono anche presenti in ogni attività dell’economia moderna.

Senza gli accumulatori al piombo non funzionerebbero le centrali elettriche, i ripetitori, le centrali telefoniche, i trasporti effettuati con i veicoli a trazione elettrica nella maggior parte delle aziende, i carrelli trasportatori ed elevatori ed i locomotori, nonché i gruppi di continuità che assicurano l’energia elettrica negli ospedali o nei comuni anti-furto casalinghi.
Le batterie al piombo trovano dunque un ampio utilizzo che copre tutte le attività di tipo economico, sia quelle rivolte ai consumatori (come la motorizzazione), sia quelle degli investimenti statali e privati e rappresentano un volume decisamente importante dal punto di vista della produzione, così come da quello della vendita e della successiva sostituzione.

Basti pensare che, in Italia, ogni anno vengono vendute circa 16 milioni di batterie, di cui quasi 10 milioni legate al mondo delle autovetture. Nel suo insieme, il settore della produzione delle batterie sviluppa un fatturato di circa 700 milioni di euro e dà lavoro ad oltre 3.000 persone.
procinto di ottenere la certificazione ambientale ISO 14000.


La batterie al piombo, una volta esauste, diventano, però, un rifiuto classificato per legge come “pericoloso”, poiché all’interno del loro involucro di plastica (in genere polipropilene) ci sono dei composti di piombo, ossidi, solfati, piombo metallico e acido solforico, tutte sostanze potenzialmente dannose non solo per la salute dell’uomo ma anche per qualsiasi tipo di vita animale e vegetale. In particolare i composti di piombo sono estremamente nocivi e velenosi: non vengono assorbiti dalla flora e se introdotti nella catena alimentare si accumulano nel fegato provocando gravi danni.
Pertanto la questione ambientale riferita allo smaltimento di questo immenso parco di batterie è rilevante.

Il COBAT è un ente senza fini di lucro, al quale partecipano tutti gli operatori del settore batterie al piombo, dai produttori ed importatori alle associazioni degli artigiani che ne effettuano l’installazione, dai raccoglitori ai riciclatori.

Il Consorzio si preoccupa di assicurare la raccolta di queste batterie su tutto il territorio nazionale e il loro il trasporto agli impianti di riciclo che garantiscono il recupero del piombo metallico e l'inertizzazione o l’eventuale recupero dell'acido solforico. In questo modo, si evita la dispersione nell'ambiente di elementi quanto mai pericolosi per l'equilibrio dell'ecosistema nella sua accezione più vasta e si recuperano importanti risorse per l’industria italiana.

Oggi, grazie al sistema consortile del COBAT, le batterie esauste arrivano agli impianti di recupero con tutto l’elettrolita (acido solforico diluito) che viene sottoposto a processi di neutralizzazione; ciò consente di ridurre sensibilmente l’inquinamento connesso alla dispersione di un rifiuto molto aggressivo che normalmente contiene disciolti metalli tossici.

2. Come si finanzia il Consorzio

Il finanziamento delle attività consortili avviene attraverso:

a) i proventi del sovrapprezzo di vendita applicato sulle batterie nuove immesse in commercio, determinato con Decreto del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Attività Produttive e versato al Cobat dai produttori e importatori di batterie;
b) i proventi della cessione delle batterie esauste alle imprese di riciclaggio.

Il sovrapprezzo rappresenta lo “strumento economico” indicato dalla Direttiva C.E.E. 157/91 relativa alla raccolta e riciclaggio degli accumulatori esausti, che ha consentito di trasformare un’attività di business in un’attività di servizio. Esso garantisce che la raccolta ed il recupero siano svolte anche per quantità residuali e in qualsiasi condizione di mercato. La sua applicazione, infatti, consente di sganciare l’attività di raccolta delle batterie dalla quotazione del prezzo del piombo sul mercato internazionale.

3. La raccolta delle batterie esauste in Italia

Il Cobat garantisce la raccolta delle batterie esauste sull’intero territorio nazionale, anche per quantità residuali o nei periodi di depressione del valore del piombo (quando un’attività commerciale nel settore non risulta conveniente), con soggetti incaricati. La rete attualmente operante prevede 90 raccoglitori incaricati, che sono dotati di mezzi e strutture dimensionate alle esigenze delle diverse realtà territoriali.

La legge comunitaria del 2001, approvata il 20 febbraio 2002, recependo le determinazioni del Consorzio, all’articolo 15 ha modificato la legge istitutiva del Cobat, stabilendo che tutte le imprese autorizzate in base alla normativa vigente possono esercitare le attività di raccolta delle batterie esauste e rifiuti piombosi e cedere tali rifiuti ad imprese di ogni Stato Membro della Comunità Europea.


“Chiunque detiene batterie al piombo esauste o rifiuti piombosi è obbligato al loro conferimento al Consorzio, direttamente o mediante consegna a soggetti incaricati del Consorzio o autorizzati, in base alla normativa vigente, a esercitare le attività di gestione di tali rifiuti. L’obbligo di conferimento non esclude la facoltà per il detentore di cedere le batterie esauste ed i rifiuti piombosi ad imprese di altro Stato Membro della Comunità europea” (art.9 quinquies, c.6, così come modificato dalla legge 1 marzo 2002 n.39).

Dall’entrata in vigore della legge, i soggetti non incaricati dal Consorzio che effettuano attività di raccolta di batterie esauste o di rifiuti piombosi, dovranno, in ogni caso, trasmettere una copia del MUD al Cobat, contenente tutte le informazioni relative alle batterie raccolte ed avviate al recupero.

La L. 39/02, dunque, riconoscendo appieno le finalità di salvaguardia ambientale che hanno ispirato l’istituzione del Cobat, affida al Consorzio, oltre al compito istituzionale di assicurare comunque la raccolta in ogni situazione di mercato, il compito di monitorare tutte le attività di raccolta, commercializzazione e riciclaggio di batterie esauste e rifiuti piombosi che emergono sul territorio italiano, con il fine di garantire che tutto il ciclo della batteria al piombo acido avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.

4. I dati sull’attività del Consorzio

Attualmente, il Cobat opera con un tasso di recupero sulle batterie esauste prossimo alla totalità rispetto all’immesso al consumo e, dopo 14 anni di piena attività ha recuperato oltre 2 milioni di tonnellate di batterie al piombo esauste.

Tale quantità è pari a 181 milioni di pezzi, che, se messi in fila uno dietro l’altro, coprirebbero la distanza di 40 mila Km, ossia il giro del mondo passando per l’equatore!

Il sistema informativo, denominato WINDecobat, ha favorito un migliore governo della rete di raccolta indirizzando in tempi più solleciti le attività del Cobat verso aree territoriali e settori merceologici di maggiore criticità operativa. Ne sono derivati sensibili incrementi nella micro-raccolta, e iniziative consortili mirate in ambito nautico, agricolo, urbano e della grande distribuzione organizzata.


5. Vantaggi ambientali ed economici derivanti dal sistema Cobat

Oggi, grazie al modello Cobat, le batterie esauste arrivano agli impianti di recupero con tutto l’elettrolita (acido solforico diluito) che viene sottoposto a processi di neutralizzazione; ciò consente di ridurre sensibilmente l’inquinamento connesso alla dispersione di un rifiuto molto aggressivo che normalmente contiene disciolti metalli tossici. Si calcola che, dall’inizio della sua attività, il Cobat ha sottratto allo sversamento nell’ambiente circa 360 milioni di litri di acido solforico diluito.

Inoltre, il metallo piombo recuperato dal riciclaggio delle batterie (dal 1991 oltre 2 milioni di tonnellate) rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale di tale metallo.

Poiché l’Italia è un Paese importatore di piombo, la riduzione dei volumi da importare contribuisce notevolmente alla bilancia dei pagamenti nazionale.

Il piombo “secondario” è identico a quello estratto dal minerale, è riutilizzabile all’infinito ed ha anche la caratteristica di comportare per la sua lavorazione un risparmio energetico pari al 66% rispetto al piombo “primario”.

6. Il primato internazionale del Cobat: più raccolta, meno oneri

Oggi, grazie al Cobat, l’Italia è leader mondiale nel recupero di rifiuti pericolosi come le batterie al piombo esauste. Il Consorzio Italiano, infatti, vanta i seguenti primati:

· un alto tasso di raccolta sulle batterie d’avviamento, superiore al 96% sull’immesso al consumo (risultato pressoché pari solo a 3 Paesi, di grandi tradizioni ecologiche, come Danimarca, Norvegia, e Svezia);
· ingenti quantità assolute di batterie recuperate: nel 2004 sono state recuperate più di 191.000 tonnellate di batterie esauste;
· elevata raccolta procapite: superiore ai 3,3 kg/abitante nel 2004.

Con il Cobat, l’Italia primeggia a livello internazionale non solo per quanto riguarda la raccolta del rifiuto batteria ma anche per i bassi costi applicati per effettuarne il recupero. In Italia, infatti, vige:

· il più basso sovrapprezzo sulla vendita delle batterie nuove: solo 83 centesimi di euro per una batteria d’avviamento per automobile (ossia con capacità (C) da 20 - 70 Ah).

Viceversa, Paesi quali la Francia e Germania non hanno ancora emanato una legge specifica in osservanza alla Direttiva C.E.E. 157/91 ed adottano un sistema composto da grandi operatori con connotazioni fortemente commerciali, a detrimento degli obiettivi di raccolta.

Solo nel 1998 in Germania è stata emanata una ordinanza che istituisce una cauzione per tutte le batterie comprate senza la restituzione di quelle esauste. Gli unici esempi concreti provengono dalla Svezia, Danimarca, Austria, oltre all’Italia naturalmente, e dalla Norvegia, Paesi che adottano sistemi consortili simili al Cobat.

7. Conclusioni

Con la ridefinizione dell’intero sistema dei rifiuti in Italia operata dal Decreto Ronchi, il Cobat può a pieno titolo essere considerato come un precursore della gestione integrata di rifiuti pericolosi, nonché la vera soluzione al problema del recupero delle batterie al piombo esauste, considerando le alte percentuali di recupero ed i bassi costi a carico della collettività per la salvaguardia dell’ambiente naturale.

I risultati sinora conseguiti sono stati estremamente positivi per il Consorzio, che ha saputo cambiare nel tempo per adattarsi alle realtà di mercato. Il merito del Cobat è un successo dell’opera del governo Italiano, ma soprattutto degli imprenditori grandi e piccoli che spesso hanno saputo rinunciare agli egoismi d’impresa per l’interesse economico e ambientale del Paese.

giovedì, luglio 28, 2005

Montagne, check up del COBAT per verificarne le condizioni di salute


Montagne, check up del COBAT per verificarne le condizioni di salute


Qual è lo stato di salute del Terminillo e della montagna italiana? E’ quello che si propone di accertare il 2° Mountain Tour che dopo il successo dell’edizione 2004, anche quest’anno il COBAT, Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste ha promosso in collaborazione con il settimanale Panorama, con l’obiettivo di capire quanto è ”sostenibile” l’offerta turistica della località montana italiana e quali sono i progetti per un futuro più verde.

Dunque COBAT e Panorama insieme a docenti universitario ed esperti di montagna per stilare il rapporto sullo stato di salute delle località montane.
Rispetto della natura, aria più pulita e tutela delle risorse ambientali: questi gli obiettivi che si ripropongono nella seconda edizione del Mountain Tour, occasione importante per capire se la montagna corrisponde davvero alle attese dell’immaginario collettivo, come afferma il professor Franco Brevini, direttore scientifico del tour.

Per il 2° Mountain Tour sono previste 11 tappe: Terminillo, Abetone, Salice d’Ulzio, Alagna, Livigno, Ponte di Legno, Chiesa Valmalenco, Cervinia, Selva di Valgardena, Moena e Val di Fassa, Orgosolo e Supramonte.

Una serie di indicatori scientifici fornirà le caratteristiche di ciascuna area, le variabili sociali, economiche e ambientali (rifiuti, acque potabili, problematiche energetiche, suolo e mobilità).

I risultati saranno pubblicati su Panorama dal mese di luglio.
Il 2° Mountain Tour ha il patrocinio del Gruppo ”Amici della Montagna” del Parlamento e dell’Osservatorio Parlamentare del Turismo.

Tre anni fa, nel 2002, il COBAT ha festeggiato il suo 10° compleanno con un’importante missione, richiesta dal Comitato dell’ONU per l’Anno Internazionale delle Montagne: recuperare e riciclare gli accumulatori esausti della Piramide del CNR, il laboratorio-osservatorio più alto del mondo situato in Himalaya a 5.050 m.

Così ricorda la spedizione, di alto valore simbolico sotto il duplice profilo etico e ambientale, il Presidente del COBAT, l’ing. Giancarlo Morandi, che guidò personalmente la spedizione, essendo anche un esperto alpinista: “Furono giorni di intenso lavoro - dallo svuotamento delle batterie all’allestimento degli imballi, lavori facili in qualsiasi ambiente ma non a 5000 metri dove il freddo intenso e il vento non lasciano tregua. Oggi il nostro Consorzio - spiega il Presidente del COBAT - ha raggiunto risultati che ci hanno posto all’attenzione internazionale come modello da seguire per il corretto smaltimento di rifiuti pericolosi, ma il COBAT si distingue anche per l’ampiezza del suo raggio d’azione e per le numerose iniziative rivolte alla salvaguardia dell’ambiente”.


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Dott. Andrea Pietrarota - Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche COBAT
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mercoledì, luglio 27, 2005

CONSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DEL CILENTO


Le Bandiere Blu sulle spiagge del salernitano

Sabato 23 luglio 2005, una grande festa ha celebrato al Porto di Acciaroli – Pollica (Sa) la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu conferita ai sindaci dei Comuni di: Positano, Agropoli, Castellabate, Pollica (per Acciaroli e Pioppi), Ascea Velia, Pisciotta, Palinuro (per Centola), e Sapri (per il lungomare centrale).

Le Bandiere Blu, si ricorda, sono assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino.

A conferire gli ambiti vessilli blu sono stati Giulio MARINO Segretario Generale della Fee Italia, Luciano TULLI Vicepresidente del COOU e Claudio DE PERSIO Direttore operativo del COBAT.
Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Provincia di Salerno Angelo VILLANI, gli Assessori Provinciali Angelo PALADINO (Ambiente) e Corrado MARTINANGELO (Agricoltura e Foreste), il Presidente del Parco Nazionale del Cilento Giuseppe TARALLO e rappresentanti di Trenitalia.

COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste Oli e batterie esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di un improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio. Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti pericolosi per il loro contenuto di piombo e acido solforico, sostanze tossiche e aggressive. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine. Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.

I dati di raccolta e COOU COBAT
Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari circa all’84% dell’olio usato raccoglibile. Con 106.700 tonnellate di olio base prodotto dalla rigenerazione nel 2004, l’Italia detiene il primato europeo. Nella sola Regione Campania sono state raccolte circa 14.424 tonnellate di olio lubrificante usato e nel Comune di Pollica ne sono state raccolte 5,5. L’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio 16 milioni di batterie esauste (pari a circa 192.000 tonnellate), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Solo in Campania, dove è presente uno dei 6 impianti consortili di riciclaggio, la Eco-Bat di Marcianise, nel 2004 sono state raccolte circa 15.000 tonnellate di accumulatori esausti (+ 4,8%) rispetto all’anno precedente) e nella Provincia di Salerno ben 776 tonnellate. A conferma degli ottimi risultati ottenuti in Campania, nei primi 6 mesi del 2005 il COBAT ha già raccolto 4.000 tonnellate in più rispetto al primo semestre 2004.

Andrea Pietrarota - Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche COBAT
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lunedì, luglio 18, 2005

CONSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DELLE MARCHE E DEL LAZIO


CONSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DELLE MARCHE E DEL LAZIO

L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare

Le Bandiere Blu sulle spiagge delle Marche e del Lazio

Lo scorso venerdì 15 luglio, una grande festa ha celebrato la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu conferita per la seconda volta consecutiva al Comune di Civitanova Marche, assegnata dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con il COBAT e il COOU, i Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino. Alla cerimonia hanno partecipato Giulio MARINO il Segretario Generale della Fee Italia, Vincenzo Pullè GRIECO Responsabile Area Nord del Coou e Chiara BRUNI Responsabile Comunicazione del Cobat, Sergio MARSETTI Assessore al Turismo, Giulio SILENZI Presidente della Provincia, Ottavio BRINI Consigliere Regionale, Carmelo ARONICA Sua Eccellenza il Prefetto e Massimo MOSCONI il Comandante di Vascello. Le altre spiagge marchigiane insignite del vessillo blu sono state quelle di Pesaro, Gabicce Mare, Senigallia, Sirolo, Numana Bassa, Porto Recanati, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare e san Benedetto del Tronto.

Sabato 16 luglio, è stata invece la volta di Gaeta le Bandiere Blu sono state conferita ai Comuni di Gaeta, Sperlonga, Sabaudia, Anzio e (per il porto), Nettuno
A consegnare l’ambito vessillo ai Sindaci dei Comuni, ancora una volta il Segretario Generale della FEE Italia, Giulio MARINO insieme con il Coordinatore delle aziende di raccolta del Centro Sud del COOU, Marco PAOLILLI il Responsabile Campagne Speciali del COBAT Luigi DE ROCCHI, che parleranno della pericolosità di oli e batterie esauste.

Alle due manifestazione ha partecipato anche Trenitalia, che sostiene con convinzione la Campagna Bandiere Blu 2005, in sintonia con il suo quotidiano impegno in difesa dell'aria e dell'ambiente di tutto il Paese.


COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste

Oli e batterie esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di uno improprio comportamento sono, infatti, devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio. Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche e aggressive, quali piombo e acido solforico. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine. Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.

I dati di raccolta di COOU e COBAT, nazionali e locali

Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati, raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con 106.000 tonnellate di olio portato a rigenerazione, detiene il primato europeo. Nella sola Regione Marche sono state raccolte circa 5.132 tonnellate di olio lubrificante usato e nel Comune di Civitanova Marche 170 tonnellate. Nel Lazio, invece sono state raccolte 12.057 tonnellate di olio usato, nel Comune di Gaeta sono state raccolte 60 tonnellate, e nelle province di Latina e Roma rispettivamente 1.535 e 7.521.


Sempre l’anno scorso, il COBAT ha raccolto e avviato al riciclaggio quasi 192.000 tonnellate di batterie esauste (pari a circa 16 milioni di pezzi), con una percentuale di recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Solo nelle Marche, nel 2004 sono state raccolte circa 6.500 tonnellate di accumulatori esausti e solo nel Comune di Civitanova Marche 140 tonnellate. Nel Lazio, invece, sono state raccolte nel 2004 oltre 15.700 tonnellate di accumulatori esausti, con la Provincia di Latina e il Comune di Gaeta che hanno registrato rispettivamente 3.800 e 21,600 tonnellate di accumulatori raccolti. Nei primi 6 mesi del 2005 nel Lazio sono state raccolte e avviate al riciclo quasi 9.000 tonnellate di accumulatori, con un incremento di pari al 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso

L’impegno di COOU e COBAT per la tutela del mare

L’impegno dei due Consorzi è ora quello di recuperare le percentuali che ancora sfuggono alla raccolta. “La nautica è uno dei settori maggiormente a rischio per il corretto recupero di batterie esauste ed oli usati - hanno dichiarato i rappresentanti di COOU e COBAT - il nostro impegno nell’assegnare la Bandiere Blu, a fianco della FEE, fa parte di un progetto più ampio, denominato "Isole nel porto", volto a garantire strutture adeguate per la nautica affinché non vengano dispersi nell'ambiente neanche piccoli quantitativi di questi pericolosi rifiuti”.

Le isole nel Porto

Il COOU e il COBAT si sono attivati dal 1999 per sollecitare le Autorità Marittime e le Autorità Portuali nella creazione delle “Isole nel Porto”, strutture funzionali collocate in punti strategici dove gli utenti della nautica da diporto e non, possono consegnare gli oli usati e le batterie, contribuendo così a ridurre notevolmente il rischio di dispersione in mare. Ad oggi sono già 59 le isole ecologiche installate in 31 porti italiani, quali Mola di Bari (BA), Barletta (BA), Trani (BA), Taranto, Manfredonia (FG), Ancona, Trieste, Viareggio (LU), Pescara, La Spezia, Savona, Olbia, Cagliari, Castellammare di Stabia (NA), La Maddalena (SS), Golfo Aranci (SS), Palau (SS), Trapani, Porto Empedocle (AG), Riposto (CT), Porto Viro (RO), Marina di Carrara (MS), San Benedetto del Tronto (AP), Sperlonga (LT), Terracina (LT), Gaeta (LT), Castiglione della Pescaia (GR), S. Teresa di Gallura (SS), Maratea (PZ). E attualmente sono in trattativa numerosi altri porti di interesse sia commerciale che turistico come Siracusa, Rimini, Formia (LT), Bari.

domenica, luglio 10, 2005


ASSEGNATE LE BANDIERE BLU ALLE SPIAGGIE DELLA PUGLIA

L’impegno di COOU e COBAT a fianco della FEE per la tutela del mare

Le Bandiere Blu sulle spiagge della Puglia

Sabato 9 luglio, si è tenuta la cerimonia ufficiale di consegna della Bandiera Blu che è stata conferita, per il secondo anno consecutivo, al Comune di Peschici, da parte del Vicepresidente della Fee Italia Cosmo SANCILIO, alla presenza del Sindaco Francesco TAVAGLIONE, del Vicepresidente del COOU Luciano TULLI e della Responsabile della Comunicazione del COBAT, Chiara BRUNI. Saranno presenti alla conferenza l’Assessore al Turismo ed allo Spettacolo Donato DI MILO, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giacomo Diego GATTA, il Presidente della Provincia di Foggia Carmine STALLONE e l’Assessore Regionale al Turismo, On. Massimo OSTILLIO.

Le Bandiere Blu ogni anno vengono assegnate dalla FEE, la Fondazione Internazionale per l’Educazione Ambientale in stretta collaborazione con i due Consorzi Nazionali istituiti per legge per la raccolta e il riciclo di batterie esauste ed oli usati, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, che da anni sono impegnati per evitare la dispersione in mare di questi rifiuti altamente pericolosi per l’ecosistema marino.

COOU E COBAT: l’importanza del recupero di oli lubrificanti usati e batterie esauste
Oli e batterie esauste, se eliminati in modo scorretto, si trasformano in potenti agenti d’inquinamento. Le implicazioni ambientali di un improprio comportamento sono infatti devastanti, poiché l’olio lubrificante crea nell’acqua una sottile pellicola che non consente lo scambio di ossigeno e dunque il mantenimento della vita dell’ecosistema sottostante. Basta pensare che il cambio dell’olio di un’automobile, se versato in mare, inquina una superficie grande come un campo di calcio.

Le batterie utilizzate dai natanti per l’avviamento dei motori, una volta esaurite, sono rifiuti estremamente pericolosi per via dell’elevato contenuto in sostanze tossiche e aggressive, quali piombo e acido solforico. Gettare in mare questi rifiuti è, quindi, un gesto irresponsabile che provoca seri danni alla flora ed alla fauna sottomarine. Se raccolti con cura e riutilizzati, forniscono un contributo positivo alla bilancia dei pagamenti del nostro Paese, consentendo di risparmiare sulle importazioni di piombo e petrolio.

I dati di raccolta e COOU COBAT
Nel 2004 il COOU ha raccolto 210.037 tonnellate di oli usati,
raggiungendo il record dei venti anni di attività del Consorzio. La quantità
di olio raccolto è pari all’87% dell’olio raccoglibile; il Consorzio con
165.056 tonnellate di olio usato, avviato alla rigenerazione, detiene il
primato europeo. Nella sola Regione Puglia sono state raccolte circa
14.818 tonnellate di olio lubrificante usato. L’anno scorso, il COBAT ha
raccolto e avviato al riciclaggio quasi 192.000 tonnellate di batterie
esauste (pari a circa 16 milioni di pezzi), con una percentuale di
recupero prossima alla totalità dell’immesso, che ha posto l’Italia al
vertice mondiale nella raccolta di questi rifiuti pericolosi e facendo
risparmiare 76 milioni di euro sull’importazione di metallo piombo. Solo
nella Puglia, nel 2004 sono state raccolte oltre 8.100 tonnellate di
accumulatori esausti.

L’impegno di COOU e COBAT per la tutela del mare
L’impegno dei due Consorzi è ora quello di recuperare le percentuali che ancora sfuggono alla raccolta. “La nautica è uno dei settori maggiormente a rischio per il corretto recupero di batterie esauste ed oli usati - hanno dichiarato i rappresentanti di COOU e COBAT - il nostro impegno nell’assegnare la Bandiere Blu, a fianco della FEE, fa parte di un progetto più ampio, denominato "Isole nel porto", volto a garantire strutture adeguate per la nautica affinché non vengano dispersi nell'ambiente neanche piccoli quantitativi di questi pericolosi rifiuti”.

L’Assessore Di Milo: una bandiera che premia tutto il nostro litorale
“È la seconda volta che festeggiamo la bandiera blu, a noi assegnata a partire dal 2000 (nel 2000 e 2001 relativa alle spiaggie “Baia di Manaccora” e “Calalunga” e a partire dal 2002 estesa su tutto il territorio). – ha affermato l’Assessore al Turismo Di Milo - Questa volta ha un valore maggiore anche per la presenza del COBAT e del COOU, poichè da sempre lavoriamo per far sì che si migliori nella depurazione dell’ambiente”.

Le isole nel Porto
Dal 1999 COOU e COBAT sono attivi nel sollecitare le Autorità Marittime a prevedere l’istallazione gratutita delle “Isole nel Porto”, strutture funzionali collocate in punti strategici dove diportisti e pescatori possono consegnare gli oli usati e le batterie esausti. Ad oggi sono già 59 le isole ecologiche installate in 31 porti italiani quali Mola di Bari (BA), Barletta (BA), Trani (BA), Taranto, Manfredonia (FG), Ancona, Trieste, Viareggio (LU), Pescara, La Spezia, Savona, Olbia, Cagliari, Castellammare di Stabia (NA), La Maddalena (SS), Golfo Aranci (SS), Palau (SS), Trapani, Porto Empedocle (AG), Riposto (CT), Porto Viro (RO), Marina di Carrara (MS), San Benedetto del Tronto (AP), Sperlonga (LT), Terracina (LT), Gaeta (LT), Castiglione della Pescaia (GR), S. Teresa di Gallura, Maratea (PZ). E attualmente sono in trattativa numerosi altri porti di interesse sia commerciale che turistico come Siracusa, Rimini, Formia Bari.